sabato, 31 gennaio 2009
Ieri sono stato a Milano per lavoro. Se riesco, cerco di andarci in treno. Perché non ho voglia di guidare;  in treno, mi dico, farò mille cose: scrivere relazioni, correggere brochure, leggere gli articoli "di lavoro" che in ufficio si accumulano sotto alla scrivania. Poi, non riesco a fare nulla. Perché mi incanto a guardare la campagna. Il bello del treno (la vecchia linea Torino-Milano, non l'Alta velocità) è che da Vercelli a Chivasso si viaggia lontano dai panorami di capannoni e centri commerciali che assediano l'autostrada. La vista si apre sui campi, le risaie, i filari di piante. Verrebbe voglia di camminare, prendere una direzione e seguirla. Infilarsi in tasca la "Storia del camminare " di Rebecca Solnit e riscoprirne le analisi e le emozioni.
Ad un certo punto mi sono messo a ridere: ripensavo allo sgomento di un collega che, in una trasferta nel nord della Francia, ad un certo punto esplose:
"Basta grano, basta alberi!  Voglio una fabbrica, un'acciaieria, una raffineria!"
Forse non siamo più abituati al "vuoto", inteso come mancanza di edifici nel giro d'orizzonte. Anche se, come sottolineerà JohnDeere, la campagna coltivata è il più evidente segno dell'opera dell'uomo nei secoli, al cittadino del XXI secolo questa "umanizzazione" non basta più.
Si ricerca il chiosco delle bibite, il benzinaio, il centro commerciale dove ritrovare la sicurezza del proprio esistere nell'acquisto di un qualcosa - qualunque cosa - che incrementi il nostro "avere".

la foto arriva da questo sito

 Trees in Fog III
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categoria:viaggiare, elementi, solnit
martedì, 11 novembre 2008
Alla vigilia dell'ennesimo viaggio Est-Ovest attraverso la pianura padana, compare su Internazionale di questa settimana, un articolo di Rebecca Solnit, sulla  opportunità di mettere radici, ovvero il diritto ai popoli di non emigrare e la opportunità, per noi "privilegiati", di rallentare le corse forsennate in giro per il globo. Il messaggio è chiaramente ambientalista, e stride nel confronto con i teoremi della crescita infinita, dell'accumulo di ricchezze/cose, della crescita progressiva di redditi e privilegi. Si parla di cambiamento climatico, e cambiamento di stile di vita. Grandi temi e grandi propositi, ma anche un invito a considerare la possibilità di contribuire ad una piccola rivoluzione nei modi di vita che potrebbe significare molto per ciò che ci circonda. Lasciare ogni tanto l'auto a casa, acquistare prodotti che non hanno viaggiato per mezzo mondo, staccare il piede dall'acceleratore che ci fa perdere la percezione e la profondità di emozioni e sensazioni. Non c'è nulla di rivoluzionario, basta fermarsi ed ascoltare.
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categoria:viaggiare, invasioni barbariche, solnit
martedì, 28 ottobre 2008

Il presente ed il futuro riservano momenti di passaggio, per tanti versi, su differenti fronti.

Per non perdere il contatto con la fisicità del mondo ho divorato la "Storia del camminare", di Rebecca Solnit. Un invito a uscire di casa e mettersi in strada, per assaporare al fisicità di un corpo che, con molti mezzi, cercano di farci dimenticare. E riconquistare il contatto con il mondo, quello vero, non l'immagine futuribile di pubblicitari e venditori. Vi lascio con le parole conclusive di questo libro, lieve e profondo assieme.


Camminare è una delle costellazioni del cielo stellato della cultura umana, una costellazione formata da tre stelle: il corpo, la fantasia ed il mondo aperto, e sebbene ciascuna di esse abbia un’esistenza indipendente, sono le linee intrecciate tra di esse – tracciate dall’atto di camminare con scopi culturali – a farne una costellazione.

Le costellazioni non sono fenomeni naturali, ma impressioni culturali; le linee tracciate tra le stelle sono come sentieri consumati dall’immaginazione di coloro che li hanno calcati in precedenza. La costellazione chiamata “camminare” ha una storia, la storia percorsa da tutti quei preti e quei filosofi e quei rivoluzionari, da pedoni distratti, da passeggiatrici, da escursionisti, pellegrini, turisti, alpinisti, ma il suo futuro dipende dal fatto che quei sentieri di collegamento vengano percorsi ancora.

Muybridge_disk_step_walk

postato da: gpcastellano alle ore 18:19 | Permalink | commenti
categoria:sentire, cercare, solnit