martedì, 24 novembre 2009
50_Tsuchiyama
L'amico Davide ci accompagna sulle pendici di una vetta nuova e di un diverso modo di avvicinare la montagna. Lo leggiamo qui su Satisfiction.
L'immagine arriva da un sito che raccoglie le infinite stampe di
Hiroshige.

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categoria:viaggiare, sentire, alpinia, sapienza davide
martedì, 01 settembre 2009
Oggi inizia settembre (e l'autunno, aggiungono gli amici meteorologici).
Per me il mese più bello dell'anno. Non sapevo perché, fino a quando non  ho letto le pagine che seguono, dal libro di un caro amico.
Le avevo proposte già anni fa, ma, per una volta, amo ripetermi.

DA “I Diari di Rubha Hunish” di Davide Sapienza (BaldiniCastoldiDalai Editore, 2004)

 

14 settembre 2002. Periplo. Settembre.

 

   Un mese sta tutto nell’essenza dell’attimo che lo definisce. Settembre mi spinge sempre verso queste correnti emotive. Negli ultimi giorni, settembre, come sempre, è arrivato puntuale.

   Le strade e le case si sono svuotate. L’erba si è distesa alla luce del sole. L’erba si distende consapevole che questi sono gli ultimi giorni utili per mostrarsi nel pieno di quei colori fulgidi, pieni e autoritari come raramente capita di vedere alla fine dell’estate. E poi d’improvviso, è fine estate e come ogni anno scopri che l’attesa stagione non è mai durata il tempo sufficiente per esprimersi in pieno. Almeno questa è l’impressione che ti resta, il sapore agrodolce che si stampa sulla lingua quando guardi fuori dalla finestra. Da lontano, i profili di tutte le montagne, delle creste che le separano dal cielo senza fine e le linee a me chiare dei luoghi che ormai fanno parte del campo visivo della mia vita, sembrano tendere alla ricerca di riposo, come se desiderassero quella bruma che l’umidità volentieri regala alla terra dopo tanto piovere.

  Ma l’estate di montagna non può esprimersi in pieno, ti sfugge di mano e mentre lo fa capisci che in qualche modo l’avevi avuta in pugno per brevi minuti, forse attimi. Passati. Le promesse, lasciano la scia della spasmodica attesa che le aveva generate, ma che non le ha portate alla propria realizzazione. Intanto, settembre si  presenta puntuale a partire dalla luce e dal buio, che quasi quasi, come noi bipedi, cambiano carattere assumendo una corposità diversa, come il vino giunto al momento giusto per essere gustato con lenta e precisa ritualità. Nettare da versare in un calice scelto con calma e accurata pazienza. Se si vuole gustare settembre, capire il suo freddo e il suo caldo, le angolazioni inedite delle cose che circondano la vita quotidiana, questo è il calice da innalzare. Proprio come le promesse non del tutto mantenute e neppure del tutto deluse, questo mese si concentra in quel momento, di un certo giorno, nel quale capisci che sta passando già anche se è ancora qui:  non ti eri accorto che era arrivato, anche se era già qui. Mi vengono in mente le descrizioni di Rigoni Stern, lui, uomo capace di essere la natura che lo circonda e la storia che porta dentro da mille anni.

  Qui, dove noi viviamo, questo mese ha da sempre un significato particolare. Un’atmosfera di movimento finale cala dagli alpeggi, una lenta metodica e irrimediabile smobilitazione di animali e uomini soli. I cani si agitano, lo fanno apparentemente senza motivo, presumo sentano le cose come noi e, più di noi, che le esprimano istintivamente, senza mediazioni. Le bestie cambiano quota e inizia la lenta discesa verso l’autunno. Le marmotte non sono solo quel fischio sfuggente, ma grasse e simpatiche creature pronte a compiere la propria missione in letargo. La gente si allontana, ma anche chi rimane, in settembre è più distaccato. Sui sentieri e tra le vie nella roccia, la presenza di noi umani è quasi un’intrusione in un momento cruciale nelle stagioni del sole: il cielo è azzurro al mattino, i passi fermi, l’erba bagnata, la terra grassa e fragrante, gli alberi che non sono mai andati via, tornano a farsi notare in questi colori, come se rinascessero. Eppure, in realtà, stanno per ritrovare una ben nota quiete avvolta dal suono delle acque che scavano incessanti sopra e sotto la superficie della montagna. Su una cengia quegli animali straordinari si mimetizzano per poter salire ancora verso qualche segreto a noi mai svelato; anch’essi sono pronti a lasciarsi prendere dal canto dell’autunno e dalla gloria dell’inverno in montagna.

  Anche un amico, un bel mattino di settembre, sembra venire dallo stesso mondo dove quel taglio di luce è più freddo e più nordico. Cambia il suono delle strade, come se il freddo salisse dall’asfalto appena lo calpesti, mentre le voci viaggiano in un universo che non mette mai piede sulla terraferma. Il tramonto viene furtivo e repentino e quando nei prati più alti cala il silenzio, se guardi dritto nell’oscurità in movimento, è come se quei sentieri e quelle rocce si radunassero in gran segreto per andarsene. Ma non se ne andranno. Lo sai, però temi che una volta o l’altra, offesi, lo faranno.

   Non c’è solo una stagione che finisce ma anche conti sospesi che si chiudono e desideri nuovi da intrufolare nell’autunno per poter arrivare ancora freschi al cuore dell’inverno; le persone si soffermano più spesso sugli abissi dei pensieri e qualcuno prova a ripartire, ma l’energia sembra aver imboccato altre rotte, presa com’è da quei mondi che ribollono sopra le nostre teste, partorendone e sopprimendone altri a ritmo serrato, in continuazione, senza sosta. Nutrimento per i nostri spiriti e pane per le menti. Settembre sembra un mese in cui morire potrebbe coincidere a rinascere; un’emozione che dura un attimo, ma che traccia le notti come una strada lunga una vita. Ogni anno, per me, inizia solo a settembre.
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categoria:sentire, alpinia, sapienza davide
giovedì, 16 luglio 2009
E' mattina e già si scoppia di caldo: per rinfrescare le idee vi invito a scoprire "I diari del Polo", la traduzione dei taccuini di Robert Falcon Scott, il secondo raggiungitore del Polo Sud. Spedizione finita tragicamente, con la morte dei partecipanti. La traduzione è dell'amico Davide,  attivissimo nomade e conoscitore del Grande Nord. E non si può tacere del curatore del libro, Filippo Tuena: bastano le recensioni del suo "Ultimo Parallelo"

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La foto arriva da qui

Insomma, un po' di fresco sta arrivando?

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categoria:leggere, viaggiare, alpinia, sapienza davide
martedì, 21 aprile 2009
I piedi possiedono una loro intelligenza, lo sanno ben tutti coloro che amano il camminare fine a se stesso. In questo intrigante sito l'amico Davide esplora l'intelligenza dei piedi, la loro capacità di vedere e trovare la strada, la necessità di abbandonarsi a tale "sapere" nei momenti critici in cui altre capacità vengono meno. Ed il post diventa un invito a rallentare ed a guardarsi attorno.
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categoria:viaggiare, cercare, sapienza davide
mercoledì, 25 marzo 2009
Incredibilmente si intrecciano anniversari ed eventi: ho da poco iniziato il "Martin Eden", e scopro che se ne festeggia il centenario in questi giorni, proprio qui a Torino. Il Circolo dei Lettori e l'amico Davide propongono una tre giorni dedicata allo scrittore, marinaio, cercatore d'oro, agricoltore, ricercatore d'avventura.
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categoria:leggere, london, sapienza davide
venerdì, 06 marzo 2009
Ricevo dall'amico Davide una mail sulla questione della privatizzazione dell'acqua. Da più parti si sollevano delle richieste di maggiori informazioni e precisazioni su come sia possibile monetizzare una risorsa la cui disponibilità  dovrebbe essere un dato di fatto, oltre ad una questione di vita. Ad esplorare la rete si scopre che sono in tanti a non condividere la scelta di vendere tutto, ma proprio tutto, al migliore offerente.
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categoria:elementi, alpinia, sapienza davide
martedì, 03 marzo 2009
Lo avevo letto tanti anni fa, "Il richiamo della foresta". Perché dalle nostre parti è una lettura per ragazzi, come la maggior parte dei libri di London. Poi, chiacchierando con l'amico Davide, ho scoperto un London che non conoscevo. Uno scrittore prolifico, un osservatore acutissimo, un anticipatore dei tempi. A quel punto era quasi obbligatorio riprendere in mano le vecchie letture, magari nelle loro versioni originali. Cosa che ho fatto nei giorni scorsi. E la sorpresa è stata davvero grande:  scoprire la potenza del richiamo della foresta, narrata con un linguaggio fresco e coinvolgente. Ed ora, che fare? Cimentarsi con il Martin Eden in versione originale o aspettare la traduzione che Davide ne sta facendo?
Fig1wolf

 
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categoria:leggere, london, sapienza davide
venerdì, 09 gennaio 2009
Sono combattuto sul contenuto del post odierno, ed allora lo sdoppio.

Da più parti si parla dell'Alpe Bianca, il mostro che svetta nel vallone dei Tornetti, non lontano da qui. Gira e rigira l'immagine del suo scheletro arriva fino in Trentino, e di lì rimbalza nuovamente verso l'ovest. Ne parla il blog di terrealte, aggiungendo anche le informazioni sui nuovi impianti sciistici del Passo Rolle.
Ed i camoscibianchi ripropongono un video che già avevo visionato grazie all'amico roby4061.
La Rete è soprattutto questo, confrontare e intersecare esperienze simili.



La seconda parte del post è un invito alla poesia, al viaggio ed all'esplorazione. L'amico  Davide Sapienza arricchisce il blog "La poesia e lo Spirito" con immagini e frasi del suo ultimo viaggio nel Grande Nord.
Intrigante il sottotitolo "la bellezza potrà rovesciare il mondo?" Non vi ricorda le parole di Peppino Impastato?


 
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categoria:viaggiare, rumiz, alpinia, sapienza davide
sabato, 03 gennaio 2009
Riprendo e rilancio anche ai quattro lettori di queste parti il post di davide su intraisass e l'articolo di Paolo Rumiz sull'abbandono di stazioni sciistiche improduttive, lo spreco di risorse e la tenda ad ossigeno in cui tutti gli impianti sciistici sono mantenuti, anche quelli operativi e attivi (attivi de che, mi chiedo a questo punto).
Si parla anche dell'Alpe Bianca, che alcuni di voi sicuramente conoscono. Per non tacer dell'Aquila, di Pian Gelassa e della vecchia Punta Cia.
Sulle novità trentine della foresta di Paneveggio lascerò la parola agli amici dell'est.

Stringendo e concludendo: lo vogliamo smuovere un sassolino, anche solo parlando, chiacchierando, mugugnando riguardo a certi modelli di sviluppo che sviliscono l'ambiente e svuotano di significato luoghi e momenti?

 
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categoria:intraisass, sentire, elementi, rumiz, alpinia, sapienza davide
lunedì, 24 novembre 2008
E' quella scritta dall'Ecuador, e tratta del rapporto tra uomo, natura, legge e principi fondamentali. Spunti di riflessione e di approfondimento, da scoprire nella nuova rubrica di Davide Sapienza, su questo interessante blog che tratta di poesia, spirito e natura.

Se la visione non comincia da un piccolo passo di umiltà, come l'abbassarsi RASOTERRA, allora il resto sono soltanto chiacchiere al vento.

 
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categoria:viaggiare, sentire, riflettere, alpinia, sapienza davide