lunedì, 02 marzo 2009
"La leggenda dei monti naviganti" di Paolo Rumiz. ed. Feltrinelli

E' fatta, sulle ali del viaggio di Paolo Rumiz sono partito da Trieste ed ho percorso Alpi ed Appennini, fino all'estremo sud della penisola, a Capo Sud, appunto. La prima parte del viaggio è stata semplice: zig zag tra Italia, Slovenia, Austria, Germania, Svizzera e Francia. Si sono fatte scoperte interessanti, confrontato valli e e persone. Ci siamo persi dietro alle tracce di Otzi, Walter Bonatti e Sergio Berardo, giusto per citare alcuni degli incontri del nostro viaggiatore. E poi siamo ripartiti per gli Appennini, a bordo di una mitica Topolino. E' stata questa la parte più sorprendente del viaggio, un calarsi nell'anima ignota e nei mille aspetti dell'Appennino, vero "Monte d'Italia". Rifugio di briganti, santi, invasori e colonizzatori di mille bandiere ed origini. Una catena montuosa dai molteplici aspetti, dalla Toscana melensa alla Calabria impenetrabile.
Un viaggio attraverso strade secondarie, nella polvere e nel fango, lungo la spina dorsale dell'Italia che resiste e si oppone alla mercificazione ed allo svilimento di culture e territori.
Un invito a scegliere accuratamente mete e mezzi di trasporto: la lentezza diventa una virtù, e la vicinanza non sempre significa conoscenza.

Con piacere ripropongo l'indice del libro.
E vi auguro un buon viaggio.

fiat topolino04
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categoria:leggere, viaggiare, rumiz, alpinia
lunedì, 23 febbraio 2009
A spizzichi e bocconi proseguo nella lettura de "La leggenda dei monti naviganti" di Paolo Rumiz. Volevo già parlarvene tempo fa, dell'incontro tra il giornalista e le montagne (soprattutto con gli Appennini, i veri "Monti d'Italia"). Oggi per caso ho scoperto su wikipedia  l'indice commentato del libro, ed allora ve lo lancio in anteprima. E' un antipasto, niente di più, per farsi venire l'appetito!



Proseguono le trasformazioni e sorprese degli amici dell'Est: da intraisassblog nuove partecipazioni, nuovi blogger e nuove sorprese. E, a dispetto di noi scialpinisti occidentali,  una mostra/serata che sarebbe imperdibile, se fosse da queste parti. Qui all'Ovest, invece, calma piatta (e morta). 
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categoria:leggere, rumiz, alpinia
venerdì, 09 gennaio 2009
Sono combattuto sul contenuto del post odierno, ed allora lo sdoppio.

Da più parti si parla dell'Alpe Bianca, il mostro che svetta nel vallone dei Tornetti, non lontano da qui. Gira e rigira l'immagine del suo scheletro arriva fino in Trentino, e di lì rimbalza nuovamente verso l'ovest. Ne parla il blog di terrealte, aggiungendo anche le informazioni sui nuovi impianti sciistici del Passo Rolle.
Ed i camoscibianchi ripropongono un video che già avevo visionato grazie all'amico roby4061.
La Rete è soprattutto questo, confrontare e intersecare esperienze simili.



La seconda parte del post è un invito alla poesia, al viaggio ed all'esplorazione. L'amico  Davide Sapienza arricchisce il blog "La poesia e lo Spirito" con immagini e frasi del suo ultimo viaggio nel Grande Nord.
Intrigante il sottotitolo "la bellezza potrà rovesciare il mondo?" Non vi ricorda le parole di Peppino Impastato?


 
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categoria:viaggiare, rumiz, alpinia, sapienza davide
sabato, 03 gennaio 2009
Riprendo e rilancio anche ai quattro lettori di queste parti il post di davide su intraisass e l'articolo di Paolo Rumiz sull'abbandono di stazioni sciistiche improduttive, lo spreco di risorse e la tenda ad ossigeno in cui tutti gli impianti sciistici sono mantenuti, anche quelli operativi e attivi (attivi de che, mi chiedo a questo punto).
Si parla anche dell'Alpe Bianca, che alcuni di voi sicuramente conoscono. Per non tacer dell'Aquila, di Pian Gelassa e della vecchia Punta Cia.
Sulle novità trentine della foresta di Paneveggio lascerò la parola agli amici dell'est.

Stringendo e concludendo: lo vogliamo smuovere un sassolino, anche solo parlando, chiacchierando, mugugnando riguardo a certi modelli di sviluppo che sviliscono l'ambiente e svuotano di significato luoghi e momenti?

 
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categoria:intraisass, sentire, elementi, rumiz, alpinia, sapienza davide
martedì, 16 dicembre 2008
Ieri ancora un anticipo di Natale. Arriva il pacco dalla Priuli e Verlucca, con dentro tre fantastici Quaderni di Cultura Alpina.
"Il culto delle madonne nere" e "Attorno al fuoco", di Piercarlo Iorio; "Saraceni nelle Alpi" di Claudia Bocca e Massimo Centini.
Per sconfinare tra storia e leggenda.


Ai confini tra mito e storia vi riporto un brevissimo brano tratto dalla serie di articoli che Paolo Rumiz ha pubblicato su "Repubblica", in un reportage dedicato al percorso di Annibale in Italia. I due che parlano sono Rumiz ed un professore dell'Università di Bologna. Ma potrebbero essere due viandanti in una sera d'estate. Il messaggio è evidente: cerchiamo di non perdere la traccia del mito, del nostro personale Demone che ci guida e governa.

"Secondo te siamo pazzi?" chiedo al compagno.

Hannibal risponde dal buio: "Tutto questo è magnifico". Poi aggiunge: "Se si insegue un mito è normale smarrirsi".

Nell'aria c'è un forte odore di assenzio.

"Ma oggi - dico - il mito non c'è più. Nessuno lo cerca".
"La morte del mito è la cosa più oscena dell'oggi. E' la fine dell'incantamento, dell'immaginazione, del desiderio".

Verso Capua, davanti alla Luna, nubi in corsa come un incendio azzurro.

"Senza quella cosa l'uomo si perde, diventa un grande invalido. E perciò andiamo, siamo sulla strada giusta".

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categoria:leggere, viaggiare, riflettere, rumiz, alpinia