giovedì, 19 giugno 2008

Lassú la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mu­lattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pres­si dell'Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondan­te ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande guerra, le avventure dei cacciato­ri. E sotto quella neve vivono i miei ricordi.

La montagna, le guerre, la neve. I ricordi. Mario Rigoni Stern è uscito dalla stanza ed ha chiuso dietro di sè la porta di casa. Mi piace pensarlo in giro per il suo Altopiano, oppure più in là, sui monti dell'Albania o in riva al Don. A noi resta il compito immenso di non dimenticare.

  “Les morts, ne meurent pas à l’heure qu’ils descendent dans la terre, mais à mesure qu’ils descendent dans l’oubli, et l’oubli seul rend la séparation irréparable.”

postato da: gpcastellano alle ore 08:14 | Permalink | commenti (6)
categoria:ritratti, sentire, alpinia, rigoni stern