Sempre più spesso si parla di divisioni, spartizioni, distinzioni e separazioni. Puntualizzare e precisare sono passaggi necessari a comprendere, ma poi diventa indispensabile unire i lembi del ragionamento e andare oltre le divisioni. Sarà per questo che mi sono sempre piaciuti i ponti, che in un balzo oltrepassano incertezze e difficoltà. Girando in rete ho scoperto la storia del ponte ferroviario di Steffenbach, in Svizzera. In inverno veniva smontato e ripiegato per evitare che le slavine se lo portassero via: un buon compromesso tra la necessità di unire due lembi di territorio e la constatazione delle necessità "naturali" dei luoghi. In seguito è stata scavata una galleria (sempre ferroviaria) che evita il mauvais pas delle gole, ma la tratta montana è ancora visitabile come ferrovia-museo. L'immagine nel post arriva da Sidney.categoria:viaggiare, riflettere, alpinia






La gioia del meno... è il titolo - barbaramente tradotto - dell'

