martedì, 13 ottobre 2009
FREDDOI primi segnali sono arrivati dal cinguettio degli uccelli sulle piante nel giardino: il pettirosso che arrabbiatissimo delimita il territorio, le cince che si dedicano alle acrobazie tra i rami dell'acero rosso, i luì che arrivano come sempre inattesi, all'ultimo momento.
Tra sabato e domenica le cimici hanno cambiato colore, dal verde al marrone, mentre mosche e mosconi si affacciavano alle zanzariere. Domenica sera un ragno ha fatto un percorso trionfale dal balcone al soggiorno (non è andato molto oltre, riposi in pace...).
Tutti segni premonitori... infine, stamattina, è arrivato. Il freddo di ottobre, l'aria frizzante che lucida le stelle e tinge l'aurora di tinte vermiglie, dietro a Superga.
Probabilmente altri lo accoglieranno con minor poesia (penso ai pastori amici di
Marzia e a tutti coloro che lavorano all'aperto, magari in montagna..). Certo è che non siamo ancora ai livelli della foto, ma ottobre sta prendendo piede.

La foto è di Pawel Czapiewski


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venerdì, 09 ottobre 2009
Nelle ultime settimane sono stato spesso dalle parti del Monginevro per lavoro. Ogni tanto, nel nostro mestiere, capita di avere un po' di tempo libero. Ed allora quale migliore occasione per approfittare della bella giornata autunnale e fare due passi (ma proprio due...) e guardarsi attorno. Così sono andato a curiosare dalle parti del confine tra Italia e Francia. Ho scoperto le sorgenti della Durance, un campo di esercitazioni per le artiglieria (con tanto di crateri), una vista superba sullo Chaberton (Le Chaberton tire toujours, trasmettevano gli osservatori francesi mentre gli Schneider facevano a pezzi l'orgoglio della Piazza Militare di Cesana).
DSCN8235La vera sorpresa è stato il sentiero geologico che porta in cima a Les Chenaillet, una gobba di roccia sospesa tra Claviere e Mont-Genevre. Una gobba particolare, costituita da rocce vulcaniche
solidificate in fondo ad un oceano in forma particolare (basalti a cuscino).

Acqua, aria, terra e fuoco si sono incontrati per regalarci un paesaggio particolare; milioni di anni dopo i cugini francesi hanno piazzato cartelli e pannelli indicatori per farci capire la particolare natura di questo luogo.

Nota di costume: mentre a Cesana sembra di stare in una città morta (per non parlare di Claviere) a Mont-Genevre e Briancon lo stesso giorno c'erano almeno 300 persone che salivano a vedere questi posti.
 
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categoria:viaggiare, elementi, alpinia
venerdì, 25 settembre 2009
cantiere











Ieri, veramente dentro al Cuore delle Alpi Cozie.


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mercoledì, 12 agosto 2009
copj13.aspSentieri nel ghiaccio
di Werner Herzog

Iniziamo la stagione segnalando un libretto agile e veloce, che si legge in un attimo: il diario di viaggio di Werner Herzog, che nel dicembre del 1974 parte a piedi da Monaco per andare a Parigi a trovare una cara amica gravemente ammalata. Viaggio che è voto, espiazione, solenne promessa. Lo stile è quello degli appunti presi sul momento, con una prosa frammentata e - a tratti - sospesa tra la descrizione della realtà e l'evocazione di sogni/desideri.  Lande desolate battute dal vento e dalla neve, una natura grigia e poco appariscente, uomini come ombre, caratteri, quasi mostri: nessuna concessione al viaggio di piacere, ma dolore, affanno e la scoperta continua del proprio limite "umanità". Da leggere per avvicinare l'umanità del procedere a piedi nel mondo. 
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mercoledì, 22 luglio 2009
L'occasione è ghiotta: finestra di bel tempo e un pomeriggio da impegnare. 
Da Torino in un'oretta al Forte delle Valli, ai bordi di Prà Catinat. Seguendo il GTA si arriva fino al Colle dell'Orsiera, a picco tra Val Chisone e Val di Susa. Il vento tiene compagnia ai trinceramenti del Colle. Qui, fino al 1713, era terra di confine tra Delfinato e Ducato di Savoia. Il Monte Orsiera è ad un tiro di pietra, perché non salirci sopra? E, una volta lì, perché non scendere  verso il lago Ciardonet (per metà ancora invaso dalla neve), e proseguire per il sentiero in quota che dalle grange Ciardonet torna a Saret del Campo? Ancora un piccolo sforzo e riecco il Forte delle Valli.
Un pomeriggio da orsi, una splendida boucle in luoghi magnifici e poco frequentati.


Orsiera Monte Orsiera (punta Sud) e Monviso

Qualche immagine della gita.

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martedì, 07 luglio 2009
Nel nostro recente viaggio in Provenza abbiamo attraversato la Crau, una immensa pianura costiera dove svernano migliaia di pecore. Le stesse pecore che, adesso, si trovano sparse per le Alpi Francesi ed Italiane.
Pecore che, se oggi - spesso, ma non sempre - viaggiano in camion, fino a non molto tempo fa si muovevano sul territorio portate unicamente dalle loro zampe (come i pastori, del resto).

Ora ci sono autostrade, viadotti, trafori che facilitano e incentivano spostamenti e migrazioni. Quindi ci spostiamo sulle strade senza pensare, senza riflettere sulle caratteristiche dei percorsi e dei tracciati.  A partire dalle piste degli animali, passando per le strade romane, la terra è solcata da una rete di percorsi e relazioni il cui significato si affievolisce aumentando la velocità di percorrenza.
Camminare, correre, spostarsi per vivere e per sopravvivere.
Transumanze (di cui ci narra l'amica marzia) e tratturi, tanto per cominciare. Per passare poi al senso del camminare ed ai sentieri (anche quelli negati), per sconfinare nei percorsi della fede, quali la Via Francigena o il Camino di Santiago, e nel mondo del sogno, all'atto della creazione stessa, come ci racconta Chatwin riguardo alle Vie dei Canti.

La strada ha una sua voce, che ci narra dei traffici, dei commerci e delle relazioni che collegavano uomini e terra. Possiamo decidere di ignorare questa voce, guardando fisso oltre il volante, il navigatore, il manubrio o il piede che si sposta, oppure possiamo cercare di ascoltarla, spegnendo il pilota automatico e guardandoci attorno.
Lo spettacolo è garantito, e imprevedibile.

camminoL'immagine arriva da qui






 
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giovedì, 02 luglio 2009
Pezzettini di Provenza, come immagini e come idee di percorso. Sulle fotografie non aggiungo per ora le didascalie, per aumentare curiosità e interesse. Riguardo al percorso, cito in ordine sparso luoghi e suggestioni.
  • Arles e la piana infuocata della Crau;
  • il mulino sotto al quale Daudet ha immaginato le migliori avventure di Tartarino;
  • le cave di ocra di Roussillon;
  • le rovine librate nell'aria di Les Baux;
  • i campi di grano e lavanda che circondano l'abbazia di Senanque;
  • le case di Gordes, dominate dal castello;
  • le meraviglie romaniche di Embrun (che non è in Provenza, ma stava sulla strada...)
L'elenco non è completo e lascia spazio al piacere di vagare su e giù per valli e altopiani: a noi infatti è restata la voglia di tornare presto da quelle parti.
   
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mercoledì, 01 luglio 2009
Ebbene sì, siamo tornati dal nostro piccolo viaggio in Provenza e stiamo sistemando materiali, immagini e ricordi di sole, vento, borghi medievali e città affascinanti. Nei prossimi giorni metteremo a fuoco cosa affidare alla rete. Oggi vogliamo salutare e ringraziare il nostro nuovo amico Pierre, nella cui bellissima Villa Pondy abbiamo respirato per tre giorni aria di India mescolata ad aromi di lavanda e ginestra.
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venerdì, 26 giugno 2009
lavanda













Da domani mattina e fino a martedì siamo a zonzo in Provenza. Buon fine settimana a tutti.







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giovedì, 07 maggio 2009
ROTATORIE, TERRITORIO E TEX WILLER

Image116 
Ieri, mentre tornavo a casa in bicicletta, sono quasi stato "stirato" da un'auto, in mezzo ad una rotonda.
Le evito, se posso, ma stanno sbucando dappertutto, come sentinelle di nuovi quartieri, aree commerciali
, spazi per la comunità (???). All'inizio mi entusiasmavano, le trovavo la soluzione alternativa ed intelligente ai semafori ed agli incroci pericolosi, quelli con le lapidi sui quattro cantoni. Adesso condivido le perplessità espresse in questo articolo.

Vabbè lo sviluppo, Vabbè gli investimenti, ma ho come la sensazione che si stia esagerando, considerato che quasi metà dei nuovi capannoni sono vuoti,  invasi dalle erbacce. Mi ricordano i teschi di mucca che adornano le piste del West (Tex Willer docet). E non è una bella sensazione.
Mi sembra che lo spazio attorno venga a mancare, il territorio si rattrappisce e diventa uno spiazzo vuoto da vendere o affittare. Forse è ora di smettere di consumarlo (qui per qualche notizia in più).



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categoria:viaggiare, riflettere, elementi, invasioni barbariche