martedì, 12 maggio 2009
"Libera nos a malo"
di Luigi Meneghello

Un libro strano, nato dai ricordi dell'infanzia e della giovinezza a Malo,  un paesino della Provincia di Vicenza. Luigi Meneghello ci nasce, ci cresce, se ne va e ritorna periodicamente, nonostante gli anni trascorsi come professore universitario a Reading, in Inghilterra.
Ci consegna un diario di ricordi e sensazioni frammentati, come cosparsi di polvere dorata, in cui si raccontano le contraddizioni, le assurdità, le cose semplici ma difficili di capire dei paesi di provincia dei primi del '900.
I turbamenti giovanili, le curiosità infantili, il giro delle osterie, il formarsi delle Compagnie di Amici: tanti tasselli che si incastrano uno nell'altro, tutti necessari a ricreare il mosaico del paese. Salvo poi scoprire, come alla fine della filastrocca, che c'è un'ultima carta, e dopo quella il gioco è finito, sospeso tra i ricordi lontani ed il nuovo che avanza. Ed allora, volta la carta, la zé finia.

Un consiglio: se potete, trovate una vecchia edizioni di questo libro, e leggete quella. L'odore polveroso della carta stampata usata, la consistenza leggeremente untuosa di pagine già sfogliate rendono ancor più pregnante il significato di certe descrizioni di luoghi e situazioni.

Nell'iimagine: Luigi Meneghello al centro, Marco Paolini e Carlo Mazzacurati sul set di "Ritratti: Luigi Meneghello"
  meneghello
postato da: gpcastellano alle ore 08:17 | Permalink | commenti
categoria:cinema, leggere, viaggiare, meneghello
giovedì, 06 novembre 2008
ovvero, sulla voglia di spazi aperti.

Ieri era la serata DVD e mi sono guardato con calma un film di cui avevo molto letto e sentito in giro: INTO THE WILD, di Sean Penn.
Film per sognatori, per vagabondi, staccato dalla realtà, incitamento al disimpegno ed alla fuga. Tutte cose ritrovate nella visione, e che fanno riflettere. A me è piaciuto, per la fotografia, il messaggio, l'indicazione che la strada dell'accumulare COSE non è l'unica che si può seguire. Forse un po' semplicistico e sbrigativo su certi passaggi.... e va bene, è un film, in due ore non si può raccontare la vicenda ed i perché di una scelta di vita radicale. Il mio consiglio è di rivedere il film con calma, e poi leggere il libro che ha originato il tutto: "Nelle terre estreme", di Krakauer.
P.S.: colonna sonora di Eddie Vedder... splendida!!!

La foto sotto arriva da chi, meglio di me, combina e associa immagini in rete. Bravi!

images
postato da: gpcastellano alle ore 12:13 | Permalink | commenti (7)
categoria:cinema, viaggiare, sentire, cercare, elementi
giovedì, 30 ottobre 2008
Un film per la serata DVD di ieri: "Il vento fa il suo giro". Trama in due righe: un pastore francese si insedia in un paesino delle valli cuneesi. Dopo una prima accoglienza incoraggiante, sarà costretto ad andarsene dagli stessi abitanti che lo avevano accolto con simpatia e curiosità.
Amaro, tenero, umano. Le debolezze, gli egoismi, le contraddizioni di una comunità di fronte a chi cerca di inserirsi in essa, arrivando "da fuori."

Vedere e capire i propri difetti e debolezze potrebbe essere il primo passo per superarle, viene da pensare alla fine della proiezione. Se si vuole in qualche modo sopravvivere, fare sì che, dopo gli individui, resti qualcosa che si chiama comunità, civiltà, cultura.

Il film può essere un po' pesante, ma la colonna sonora è splendida.

postato da: gpcastellano alle ore 08:02 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, ritratti, cercare, alpinia