mercoledì, 04 novembre 2009
SydneyHarbourBridgeSempre più spesso si parla di divisioni, spartizioni, distinzioni e separazioni. Puntualizzare e precisare sono passaggi necessari a comprendere, ma poi diventa indispensabile unire i lembi del ragionamento e andare oltre le divisioni. Sarà per questo che mi sono sempre piaciuti i ponti, che in un balzo oltrepassano incertezze e difficoltà. Girando in rete ho scoperto la storia del ponte ferroviario di Steffenbach, in Svizzera. In inverno veniva smontato e ripiegato per evitare che le slavine se lo portassero via: un buon compromesso tra la necessità di unire due lembi di territorio e la constatazione delle necessità "naturali" dei luoghi. In seguito è stata scavata una galleria (sempre ferroviaria) che evita il mauvais pas delle gole, ma la tratta montana è ancora visitabile come ferrovia-museo. L'immagine nel post arriva da Sidney.

postato da: gpcastellano alle ore 07:55 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1    05 Novembre 2009 - 18:53
 
che bella storia di coabitazione uomo-montagna
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#2    05 Novembre 2009 - 22:09
 
Una meraviglia leggere i tuoi post. Rimango davvero attonito nel ritrovarmi con le mie riflessioni tradotte puntualmente dai tuoi post.

Hai scritto:
"diventa indispensabile unire i lembi del ragionamento e andare oltre le divisioni"

Le metafore forti dei "ponti", soprattutto quando purtroppo crollano, sono un fortissimo richiamo quando viaggio per le vallate alpine.

Mondrone












Questo ponte uniscie il villaggio di Mondrone (Val d'Ala) con il versante all'inverso, consentendo di viaggiare nel selvaggio e recondito vallone del Vallonetto. Ne ho parlato in questo post. E tornerò a farlo grazie a questo ponte...
Ponte del Pianard












...e grazie a chi rende percorribile i sentieri di montagna... Nel prossimo mio post tornerò lì, per farvi incontrare l'estate indiana di Mondrone.
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#3    08 Novembre 2009 - 21:48
 
Il ponte unisce. Sono gli uomini che separano.

Serpillo
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#4    19 Novembre 2009 - 14:48
 
Ai tempi dell'Università avevamo visitato un ponte levatoio in Maurienne, che si alzava quando un sensore posto più a monte segnalava l'arrivo della lava torrentizia
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#5    20 Novembre 2009 - 08:01
 
@john deere: be' rispetto al fare, disfare e rifare di certi cantieri eterni è già un passo avanti...
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Commenti

categoria:viaggiare, riflettere, alpinia