domenica, 30 agosto 2009
Colle Autaret e Punta Costan, il giorno dopo Ferragosto.
Mentre la folla intasa le spiagge e le autostrade, ci ritroviamo in due a condividere gli immensi spazi della Valle di Viù. Mulattiere militari ben conservate, il Colle Autaret che indica la strada per la Francia e sussurra antiche storie di contrabbando. Di qui passava la posta a cavallo dei re franchi, di qui è transitato forse Annibale? Ipotesi aperte, domande le cui risposte forse resteranno per sempre nei ghiaioni che cingono i laghi e le punte di questo luogo lontano eppur vicino.
lunedì, 24 agosto 2009
La gioia del meno... è il titolo - barbaramente tradotto - dell'articolo di Pico Iyer sul New York Times, segnalato dal blog di Luisa, dal quale carpisco le frasi sottostanti
Forse la felicità, come la pace o la passione, arriva soprattutto quando non la cerchi.
Se preferite la libertà alla sicurezza, se state più comodi in una stanza piccola che in una grande e trovate che la felicità consista nel far corrispondere i desideri alle necessità, allora non è correndo come pazzi che troverete la gioia.
Riflessioni intriganti, dopo quattro giorni passati in casa a sistemare scatoloni.
Quanti oggetti si accumulano nelle case e nelle vite? Di cosa abbiamo davvero bisogno per poterci dichiarare felici? Avendo ed accumulando meno forse potremo disporre di un orizzonte più libero di fronte a noi...
venerdì, 14 agosto 2009
Lo riconoscete?
Giuseppe Cederna, oppure, per chi ha visto più volte "Mediterraneo", Antonio Farina.
Autore de "Il Grande Viaggio", il racconto di un viaggio in India alle fonti del Gange, uno dei tre fiumi sacri indiani.
Un percorso che lo metterà in contatto con l'umanità di un popolo in cui religione, superstizione, voglia di sviluppo e attaccamento alla tradizioni si incontrano e scontrano in continuazione.
Nel corso del viaggio sono frequenti i flash back al vissuto personale dell'autore; in filigrana si svolge il filo dell'amicizia con una persona che, al termine del viaggio, non potrà essere presente ad un certo appuntamento.
Lo stile è asciutto, da taccuino di appunti piuttosto che da racconto; in certi attimi si sperde un po' in ragionamenti abbastanza slegati dal contesto, ma non buttiamolo via, dai.
La foto arriva dal sito delle Produzioni Fuorivia
mercoledì, 12 agosto 2009
Sentieri nel ghiaccio
di Werner Herzog
Iniziamo la stagione segnalando un libretto agile e veloce, che si legge in un attimo: il diario di viaggio di Werner Herzog, che nel dicembre del 1974 parte a piedi da Monaco per andare a Parigi a trovare una cara amica gravemente ammalata. Viaggio che è voto, espiazione, solenne promessa. Lo stile è quello degli appunti presi sul momento, con una prosa frammentata e - a tratti - sospesa tra la descrizione della realtà e l'evocazione di sogni/desideri. Lande desolate battute dal vento e dalla neve, una natura grigia e poco appariscente, uomini come ombre, caratteri, quasi mostri: nessuna concessione al viaggio di piacere, ma dolore, affanno e la scoperta continua del proprio limite "umanità". Da leggere per avvicinare l'umanità del procedere a piedi nel mondo.