venerdì, 27 marzo 2009
vajont_guerrino_bortot

"L'ultima valle"
di Carlo Sgorlon
Dai fili di letture giungo a scoprire questo romanzo di Carlo Sgorlon, autore a me finora ignoto. L'ultima valle delle Alpi si apre alla costruzione di una strada, di una diga, di un lago. Il contrasto tra la povertà "vecchia" e la ricchezza "moderna" sono raccontati da Sgorlon con accenti  che ricordano certi passi del Libro di Giobbe. Le figure del vecchio Isaia, delle "due mogli", Rita e Caterina, dell'ingegnere artefice dell'ingresso della valle nell'epoca moderna si intrecciano con la presenza della Terra e delle montagne che franeranno nel lago. L'accenno al Vajont è evidente, ma nel libro ci si svincola dalla polemica e dalla critica per chiedersi come, quando e se sia giusto anteporre il progresso ad un equilibrio naturale di cui si ignorano gli elementi essenziali.





L'immagine arriva da questo sito su una Belluno Virtuale tutta da scoprire

 
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categoria:leggere, riflettere, elementi, sgorlon, alpinia
mercoledì, 25 marzo 2009
Incredibilmente si intrecciano anniversari ed eventi: ho da poco iniziato il "Martin Eden", e scopro che se ne festeggia il centenario in questi giorni, proprio qui a Torino. Il Circolo dei Lettori e l'amico Davide propongono una tre giorni dedicata allo scrittore, marinaio, cercatore d'oro, agricoltore, ricercatore d'avventura.
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categoria:leggere, london, sapienza davide
domenica, 22 marzo 2009
"A qualcuno piace caldo - errori e leggende del clima che cambia"
di Stefano Caserini

I cambiamenti climatici sono diventati fonte di dibattiti, dispute e litigi anche in ambito scientifico, per le implicazioni economiche che si portano dietro. Come distinguere le chiacchiere e gli studi seri dai sentito dire e dalle leggende metropolitane? Stefano Casarini ci prova, illustrando le tesi più fantasiose ed infondate, in un libro che si legge in un attimo.

"Sul clima nessuno ha la verità in tasca, ma almeno qui si fa piazza pulita delle bugie" L. Mercalli.
 
Grazie a Ignazio per la bellissima immagine


Dune
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categoria:leggere, viaggiare, elementi
sabato, 14 marzo 2009
Domenica scorsa è stata giornata di passeggiate mattutine: dove andare quando in alto la neve ancora spadroneggia?  A riscoprire i luoghi dell'infanzia, delle corse in bici, delle esplorazioni che duravano pomeriggi interi: ai Monti Pelati di Baldissero. E così, con Caterina, Elena, Carla e Gianni ci avventuriamo su queste colline affacciate tra Canavese e Valle sacra. Seguiamo il segnavia 751 del cai fino a metà strada tra il Bettolino e Torre Cives. Spuntino, quattro parole e torniamo indietro. Il tutto nel sole di una giornata ormai primaverile.
Assieme a noi, un'altra famigliola, due escursionisti e, lontani sulle creste, dei ragazzi in m-bike.
Vi lascio la traccia delle foto nostre e di carla. L'immagine qui sotto arriva da questo sito.

monti pelati 
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categoria:viaggiare, elementi, alpinia
sabato, 14 marzo 2009
annibale"Sulle orme di Annibale"
di Massimo Centini
Editrice Il Punto

Tenendo in mano i testi di Tito Livio e Polibio, l'esimio antropologo Massimo Centini si arrampica sulle Alpi per rintracciare il percorso di Annibale, dalla Spagna all'Italia ed alle prime battaglie del Ticino e del Trebbia contro i Romani. Ovviamente non ci sono reperti archeologici, ma solo interpretazioni e riletture dei documenti storici. Perciò la scelta del possibile punto di passaggio va dal Colle di Tenda fino al Sempione. Con logica e metodo l'autore  procede per esclusione, fino a ridurre le ipotesi a solo una o due alternative. Quali? Beh, le scoprirete leggendo il libro...
Dall'immagine Annibale indica ai suoi soldati le pianure dell'Italia.
 
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categoria:leggere, viaggiare, alpinia
giovedì, 12 marzo 2009

Questa settimana corre a cavallo di trasferte tra Umbria e Toscana. Spigolando nella posta mi è arrivata questa prolusione sulla giovinezza. La primavera imminente trascina un'aria frizzante che ho rintracciato nelle righe sotto. Buona lettura ed arrivederci! 

ESSERE GIOVANI

La giovinezza non è un periodo della vita

essa è uno stato dello spirito,

un effetto della volontà,

una qualità dell’immaginazione,

un’intensità emotiva,

una vittoria del coraggio sulla timidezza,

del gusto dell’avventura sull’amore del conforto.

Non si diventa vecchi per aver vissuto

un certo numero di anni,

si diventa vecchi perché si è abbandonato

il nostro ideale.

Gli anni aggrinziscono la pelle,

la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l’anima.

Le preoccupazioni, le incertezze, i timori ed i dispiaceri

sono nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra

e diventare polvere prima della morte.

Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia,

che domanda come un ragazzino insaziabile: e dopo?

che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita.

Voi siete così giovani come la vostra fede,

così vecchi come la vostra incertezza,

così giovani come la vostra fiducia in voi stessi,

così giovani come la vostra speranza,

così vecchi come il vostro scoramento.

Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi,

ricettivi a ciò che è bello, buono e grande,

ricettivi ai messaggi della natura,

dell’uomo, dell’infinito.

Se un giorno il vostro cuore dovesse essere

morso dal pessimismo e corroso dal cinismo,

possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi.

GENERALE MAC ARTHUR

 

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categoria:riflettere, one minute
venerdì, 06 marzo 2009
Ricevo dall'amico Davide una mail sulla questione della privatizzazione dell'acqua. Da più parti si sollevano delle richieste di maggiori informazioni e precisazioni su come sia possibile monetizzare una risorsa la cui disponibilità  dovrebbe essere un dato di fatto, oltre ad una questione di vita. Ad esplorare la rete si scopre che sono in tanti a non condividere la scelta di vendere tutto, ma proprio tutto, al migliore offerente.
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categoria:elementi, alpinia, sapienza davide
martedì, 03 marzo 2009
Lo avevo letto tanti anni fa, "Il richiamo della foresta". Perché dalle nostre parti è una lettura per ragazzi, come la maggior parte dei libri di London. Poi, chiacchierando con l'amico Davide, ho scoperto un London che non conoscevo. Uno scrittore prolifico, un osservatore acutissimo, un anticipatore dei tempi. A quel punto era quasi obbligatorio riprendere in mano le vecchie letture, magari nelle loro versioni originali. Cosa che ho fatto nei giorni scorsi. E la sorpresa è stata davvero grande:  scoprire la potenza del richiamo della foresta, narrata con un linguaggio fresco e coinvolgente. Ed ora, che fare? Cimentarsi con il Martin Eden in versione originale o aspettare la traduzione che Davide ne sta facendo?
Fig1wolf

 
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categoria:leggere, london, sapienza davide
lunedì, 02 marzo 2009
"La leggenda dei monti naviganti" di Paolo Rumiz. ed. Feltrinelli

E' fatta, sulle ali del viaggio di Paolo Rumiz sono partito da Trieste ed ho percorso Alpi ed Appennini, fino all'estremo sud della penisola, a Capo Sud, appunto. La prima parte del viaggio è stata semplice: zig zag tra Italia, Slovenia, Austria, Germania, Svizzera e Francia. Si sono fatte scoperte interessanti, confrontato valli e e persone. Ci siamo persi dietro alle tracce di Otzi, Walter Bonatti e Sergio Berardo, giusto per citare alcuni degli incontri del nostro viaggiatore. E poi siamo ripartiti per gli Appennini, a bordo di una mitica Topolino. E' stata questa la parte più sorprendente del viaggio, un calarsi nell'anima ignota e nei mille aspetti dell'Appennino, vero "Monte d'Italia". Rifugio di briganti, santi, invasori e colonizzatori di mille bandiere ed origini. Una catena montuosa dai molteplici aspetti, dalla Toscana melensa alla Calabria impenetrabile.
Un viaggio attraverso strade secondarie, nella polvere e nel fango, lungo la spina dorsale dell'Italia che resiste e si oppone alla mercificazione ed allo svilimento di culture e territori.
Un invito a scegliere accuratamente mete e mezzi di trasporto: la lentezza diventa una virtù, e la vicinanza non sempre significa conoscenza.

Con piacere ripropongo l'indice del libro.
E vi auguro un buon viaggio.

fiat topolino04
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categoria:leggere, viaggiare, rumiz, alpinia