venerdì, 28 novembre 2008
Si, quella del calendario di CARTMAN che sarà presentato al Museo regionale di Storia Naturale in Torino il 18 dicembre alle 18, e del quale mi onoro di essere uno degli autori di testi... evviva tutti questi 8 che ammorbidiscono il testo!! Ci vediamo ad una settimana dal natale!
postato da: gpcastellano alle ore 15:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:scrivere, sentire, cercare, alpinia
mercoledì, 26 novembre 2008
Ieri mi sono concesso una breve diversione dalle solite strade battute. In un paio d'ore, afferrando la luce del sole per la coda, ho percorso il vecchio sentiero che da Pessinetto Fuori porta a Gisola, e da lì a Punta Serena, a cavallo tra Tesso e Stura di Lanzo. Giusto il tempo di sgranchirsi le gambe, trovare il percorso, fare qualche foto ed incontrare in punta il parroco di Coassolo, simpaticissimo alpinista giramondo.
postato da: gpcastellano alle ore 08:26 | Permalink | commenti
categoria:scrivere, viaggiare, alpinia
lunedì, 24 novembre 2008
E' quella scritta dall'Ecuador, e tratta del rapporto tra uomo, natura, legge e principi fondamentali. Spunti di riflessione e di approfondimento, da scoprire nella nuova rubrica di Davide Sapienza, su questo interessante blog che tratta di poesia, spirito e natura.

Se la visione non comincia da un piccolo passo di umiltà, come l'abbassarsi RASOTERRA, allora il resto sono soltanto chiacchiere al vento.

 
postato da: gpcastellano alle ore 10:59 | Permalink | commenti
categoria:viaggiare, sentire, riflettere, alpinia, sapienza davide
martedì, 18 novembre 2008
Ricevo da più amici appelli relativi al fatto che l'acqua stia trasformandosi per legge da elemento prezioso ed indispensabile alla vita a semplice oggetto commerciale. Inquietante ed allarmante. D'altronde, la classica caraffa d'acqua al ristorante ormai è sostituita dalla bottiglia di minerale, con indubbio beneficio dei venditori e sicuro aumento dell'inquinamento. Sull'argomento si stanno muovendo in tanti, mi limito a segnalare l'intervento di Davide Sapienza su Intraisassblog, istigato dall'amico paolo Rumiz e dai suoi articoli su Repubblica. E, se riuscite a farvi servire acqua di rubinetto, ben venga!


postato da: gpcastellano alle ore 15:32 | Permalink | commenti
categoria:intraisass, sentire, invasioni barbariche
lunedì, 17 novembre 2008
Ieri mattina ci siamo concessi una gitarella tutti assieme nel bosco, sopra a Chiaves. Partiti da Fontana Sistina, abbiamo seguito l'ampio sentiero che porta al santuario di Marsaglia. Bel percorso immersi nei faggi fino alle baite di Proima, scaldati dal sole che più in alto scioglieva la neve tra Angiolino e Vaccarezza. Caterina si è divertita come una matta a sclare ed esplorare, e tutti quanti ci siamo concessi una mattinata di sole caldo e aria di montagna. Qualche foto della gita è qui su picasa
postato da: gpcastellano alle ore 18:55 | Permalink | commenti (1)
categoria:viaggiare, elementi, alpinia
venerdì, 14 novembre 2008
Avrei voluto metterle tutte sul blog, queste foto di New York anni '30. Ed invece vi lascio il link a flickr, per una visione completa. Lo so, per una volta non si parla di spazi aperti e montagna, ma il fascino del bianco e nero e delle immagini d'epoca mi ha davvero sbalordito.
postato da: gpcastellano alle ore 23:40 | Permalink | commenti (1)
categoria:viaggiare, riflettere, one minute
martedì, 11 novembre 2008
Alla vigilia dell'ennesimo viaggio Est-Ovest attraverso la pianura padana, compare su Internazionale di questa settimana, un articolo di Rebecca Solnit, sulla  opportunità di mettere radici, ovvero il diritto ai popoli di non emigrare e la opportunità, per noi "privilegiati", di rallentare le corse forsennate in giro per il globo. Il messaggio è chiaramente ambientalista, e stride nel confronto con i teoremi della crescita infinita, dell'accumulo di ricchezze/cose, della crescita progressiva di redditi e privilegi. Si parla di cambiamento climatico, e cambiamento di stile di vita. Grandi temi e grandi propositi, ma anche un invito a considerare la possibilità di contribuire ad una piccola rivoluzione nei modi di vita che potrebbe significare molto per ciò che ci circonda. Lasciare ogni tanto l'auto a casa, acquistare prodotti che non hanno viaggiato per mezzo mondo, staccare il piede dall'acceleratore che ci fa perdere la percezione e la profondità di emozioni e sensazioni. Non c'è nulla di rivoluzionario, basta fermarsi ed ascoltare.
postato da: gpcastellano alle ore 08:29 | Permalink | commenti (3)
categoria:viaggiare, invasioni barbariche, solnit
giovedì, 06 novembre 2008
ovvero, sulla voglia di spazi aperti.

Ieri era la serata DVD e mi sono guardato con calma un film di cui avevo molto letto e sentito in giro: INTO THE WILD, di Sean Penn.
Film per sognatori, per vagabondi, staccato dalla realtà, incitamento al disimpegno ed alla fuga. Tutte cose ritrovate nella visione, e che fanno riflettere. A me è piaciuto, per la fotografia, il messaggio, l'indicazione che la strada dell'accumulare COSE non è l'unica che si può seguire. Forse un po' semplicistico e sbrigativo su certi passaggi.... e va bene, è un film, in due ore non si può raccontare la vicenda ed i perché di una scelta di vita radicale. Il mio consiglio è di rivedere il film con calma, e poi leggere il libro che ha originato il tutto: "Nelle terre estreme", di Krakauer.
P.S.: colonna sonora di Eddie Vedder... splendida!!!

La foto sotto arriva da chi, meglio di me, combina e associa immagini in rete. Bravi!

images
postato da: gpcastellano alle ore 12:13 | Permalink | commenti (7)
categoria:cinema, viaggiare, sentire, cercare, elementi
mercoledì, 05 novembre 2008
Dall'amica cecilia al blog di alessandrobeneforti, passando per i gatti

gatti
postato da: gpcastellano alle ore 17:45 | Permalink | commenti (6)
categoria:scrivere, riflettere
martedì, 04 novembre 2008

I piaceri del villeggiare alpino


“Non vedo l'ora di partire per il Catinaccio. Che rifugi ci sono là! Che mangiate, che bevute! Ordine e pulizia, a differenza di qui...”

Sarò maligno, ma l'amico in partenza per il trekking dolomitico pare più interessato a dove e come dormire, rispetto a ciò che vedrà tra un boccale di birra e l'altro.

Non è il caso di essere cattivi: per me è l'invidia (la mia, destinato a rimanere..) che parla. Però il caro amico non fa altro che ripetere ragionamenti e discorsi  che condividiamo da lungo tempo, nelle veglie insonni in dormitori asfissianti.

Come non ammettere che i rifugi delle Dolomiti sono più accoglienti e confortevoli rispetto allo standard medio delle “Occidentali”? Soprattutto dopo aver sperimentato le delizie del riposare stipati gli uni sugli altri, come libri in uno scaffale, in un rinomato rifugio francese. Per tacere del posto a dormire conquistato sotto ad un tavolo e difeso con unghie e denti, all'ombra del Monviso. E delle piramidi umane necessarie per raggiungere i posti letto in un certo rifugio della valle d'aosta...

Ho solo citato tre esempi di “buone notti” trascorse nei rifugi “nostrani”: spero che nessuno si offenda, altrimenti potrei allungare la lista per diluire il disagio.

 

“Vedi, cosa ti dicevo? In Dolomiti si sta meglio!”

Sì, caro amico, su questo hai ragione. Ma permettimi di suggerire una linea di difesa a favore dei rifugi dell'Ovest.

Converrai con me che, solitamente, in Dolomiti l'accesso ai rifugi più “battuti” non è mai troppo lungo, e neppure troppo complicato (a meno di varianti di percorso o traversate).

Converrai anche che, almeno nei gruppi maggiori, la frequenza dei rifugi e la rete di sentieri diversificano le richieste di itinerari e di prestazioni. Difficile vedere colonne di alpinisti diretti all'unico rifugio della zona, dal quale l'indomani infallibilmente dirigeranno verso un'unica meta (la più prestigiosa, la più facile, la più rinomata?).

Avvicinamenti sovrumani, che già intaccano la pazienza di caratteri agguerriti, si risolvono spesso in assurde pretese, una volta che cotali spiriti giungono in rifugio. Da qui nascono scontri, ripicche, schermaglie che spaziano dalla disuguaglianza di dosi di minestra alla sistemazione in luoghi isolati (o, al contrario, iper-affollati). 

La “Grace under pressure” britannica è dote rara, che evapora con l'aumentare della quota e il diminuire della latitudine.

Guardando ad Est, l'accesso più facile, la frequentazione non soltanto limitata ai duri e puri della  lotta con l'Alpe, ma estesa a semplici turisti  e villeggianti, diventa allora occasione e motivo per maggiore disponibilità a gusti variegati e molteplici.   

Se si aggiunge anche una maggiore propensione culturale alla accoglienza, allora la qualità dei servizi aumenta, assieme alla soddisfazione dei clienti.

“Ne fai allora una questione di educazione, o di razza? A noi daresti dei bruti e selvaggi, ed a loro dei civilizzati?” 

Non proprio. Dico solo che prima di esprimere giudizi, sarebbe doveroso confrontare situazioni dello stesso tipo. Sarebbe opportuno ragionare sulle diverse accessibilità a certi rifugi, sui periodi di effettivo lavoro redditizio, sulle disponibilità economiche di chi possiede e gestisce, sulle aspettative di chi frequenta i monti. Solo allora potremmo esprimere critiche e pareri. E, con il pensiero, andare ai bellissimi momenti trascorsi al Tuckett, al Lagazuoi, all'Alimonta ed a tanti altri “presidi” alpini al cospetto dei Monti Pallidi.

 

Andora, 29 luglio 2008

postato da: gpcastellano alle ore 19:24 | Permalink | commenti
categoria:viaggiare, riflettere, alpinia, dolomia in polvere