venerdì, 25 luglio 2008

Chiuso_per_ferie1

Da domani si chiude per ferie, pertanto questo è l'ultimo post prima delle vacanze. Mi spiace un po' lasciare i miei quattro lettori, anche perché idee e progetti ne ho tantissimi. Mancano alcune - parecchie - recensioni di libri, mi piacerebbe parlare di film e di musica, aprire finestre su anobii e del.icio.us. Concludere la serie di "Dolomia in Polvere" e aprirne un'altra (o addirittura un altro blog) su viaggi e incontri, guidati da un personaggio un po' strambo, a metà tra il chierico medievale e l'ebreo errante. E poi inserire altri link ad altri amici di rete e di viaggi (vi lascio questo, come ultimo contributo: marcopoloveneziano sono sempre io, sto sfruttando biecamente tutte le possibilità di ricordare nickname e password).

Impossibile fare tutto, no? Troppo poco tempo, solo quello dei saluti. Mi piacerebbe vedervi/sentirvi/leggervi tra un mese, al ritorno dalle vacanze. E vi regalo una citazione che è comparsa spesso su questi fogli. Un invito a scoprire e scrivere per ricordare ed affilare i sensi.

Ciao a tutti voi da Gp, Elena e Caterina 

"Andando dove dovete andare, facendo quel che dovete fare, vedendo quel che vi tocca vedere, lo strumento che usate per scrivere si rovina e si smussa. Ma preferisco che sia smussato e dovergli ridare forma e affilarlo di nuovo sulla mola, sapendo di avere qualche cosa da scrivere, anziché averlo lucido e brillante e non avere niente da dire, averlo liscio e ben oliato, ma inutilizzato, chiuso in un cassetto.
Adesso è necessario tornare a lavorare di mola. Mi piacerebbe vivere tanto da poter scrivere altri tre romanzi e venticinque racconti. Ne so di quelli buoni."

Ernest Hemingway


postato da: gpcastellano alle ore 11:37 | Permalink | commenti (5)
categoria:
venerdì, 25 luglio 2008

di Marzia Verona

Blu Edizioni

ovvero... chi sono, come vivono, cosa pensano e come vedono il loro futuro i margari ed i pastori delle valli piemontesi. L'amica marzia ci regalo un libro che di capitolo in caitolo ci accompagna nel mondo dei pascoli alpini, attraverso le voci di chi pratica  (ancora?) l'alpeggio. Potrei dire di più, ma prefeririei che scopriste il blog dell'autrice... e per questo metto un'immagine minuscola. Se volete approfondire, coraggio, scavate!

copa13

postato da: gpcastellano alle ore 09:12 | Permalink | commenti (2)
categoria:leggere, alpinia
giovedì, 24 luglio 2008

Le parole dell'amico alberto da vicenza arrivano come pietre dal cielo sereno. Emerge da esse la voglia di andare "oltre" per non essere "contro". La seconda parte di Sad Smokey Mountains sta per prendere il via, ma l'intervento va ben oltre: si parla di alpinismo, di scrittura e scrittori, di idee "vecchie", di vecchi pensieri e delle ultime vicende di cronaca. Occorre essere duri senza perdere la tenerezza, diceva un tale che poteva essere San Paolo o Che Guevara. E' la strada che sta intraprendendo alberto: gli auguro miglior fortuna del santo e del comandante. 

postato da: gpcastellano alle ore 17:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:intraisass, sentire, alpinia
mercoledì, 23 luglio 2008

VERO NORD

di Bruce Henderson

Un libro per chi ama i grandi freddi. All'inizio del '900 due uomini si impegnano allo spaimo per raggiungere il Polo Nord: Robert Peary e Frederick Cook. Quest'ultimo potrebbe essere il rpimo ad esservi giunto, a distanza di un anno dal secondo. Ma le prove che entrambi porteranno per dimostrare la loro impresa sono deboli, o vanno perdute per malasorte e malafede. Ed allora trascorreranno il resto della vita a dimostrare la "loro" verità.

Il libro è interessante, forse più per la descrizione dei viaggi e delle condizioni di "avvicinamento" al Polo che per la narrazione della diatriba successiva alla "scoperta".

vero nord

postato da: gpcastellano alle ore 08:12 | Permalink | commenti
categoria:leggere, viaggiare
martedì, 22 luglio 2008

L'essenza delle cose, la ricerca del bello e del giusto, ed i compiti delle vacanze

Ieri sera sono andato alla festa di laurea di Sandra. Tante persone conosciute negli anni passati, visi noti, cambiamenti più o meno prevedibili ed imprevisti. Tutto regolare e simpatico. Ad un certo punto, tra i vari scherzi, scenette ed applausi, la festeggiata ha parlato della necessità di puntare all'essenzialità. E rientrando a casa stanotte, attraversando la vastità della Vauda illuminata da una luna calante, ci ripensavo. Cosa è per me, per voi, l'essenza delle cose? Al di là e oltre il necessario per vivere e sopravvivere, cosa ci piace ritenere che sia "essenziale" per dichiaraci soddisfatti di ciò che facciamo/siamo/desideriamo?

Oppure, ribaltando il concetto, siamo capaci di distinguere ciò che è essenziale, oppure ci condanniamo perennemente a rincorrere qualcosa che ci sfugge di continuo, e che forse non sappiamo neppure cosa è?


Si avvicinano le ferie e si assegnano i compiti per le vacanze.

Sulla necessità di setacciare e ricercare, del porsi domande e darsi soluzioni, vi lascio un brano di Calvino che mi piace molto. Arriva da "Le città invisibili", un piccolo libretto da viaggiatori immaginari ed  increduli. Lo dedico a tutte le persone che ho conosciuto in questi anni, e che contribuiscono a "tenere alta" la voglia di cercare e selezionare e scoprire.

Marco (Polo) entra in una citta’; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell’uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell’uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipotetico, lui e’ escluso; non puo’ fermarsi; deve proseguire fino a un’altra citta’ dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora e’ il presente di qualcun altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.

.....

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sara’; se ce n'e’ uno e’ quello che e’ gia’ qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo piu’.
Il secondo e’ rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non e’ inferno e farlo durare e dargli spazio.

postato da: gpcastellano alle ore 08:48 | Permalink | commenti (4)
categoria:sentire, riflettere, marco polo
venerdì, 18 luglio 2008

Piccola parentesi di pietre, sole e mare in una settimana dedicata alla trasferta al Nord-Est. Mi concedo una passeggiata in Val Rosandra...

Dove siamo? Alle spalle di Trieste, incuneati tra la Slovenia ed il mare. Dal cippo Comici si domina la valle, e lontano compare l'obbrobrio dell'Ospedale Cattinara di Trieste. Poco oltre, l'Adriatico. Incredibile la freschezza dei boschi e l'asprezza delle pareti di calcare. Profumi di Mediterraneo e di Provenza, a ricordare che il Mare in cui bagniamo i piedi è lo stesso, così come la terra e l'aria. Con la differenza che qui si respira l'aria della Mitteleuropa, i cognomi sono slavi, irti di consonanti e dissonanti, ma la parlata è dolce, tessuta tra dialetto tergestino, scioglilingua balcanici e cantilene venete. E si mescolano anche i tipi umani: suonatori di bongo immersi nelle gole a caricarsi per la sera, alpinisti in casco, pantaloni e camicie a quadrettoni mescolati a climber seminudi, arzille nonne austroungariche in gonnellona intervallate da sirene dalmate in costume da bagno.

IMG_0835

postato da: gpcastellano alle ore 16:24 | Permalink | commenti
categoria:viaggiare, elementi, alpinia
venerdì, 11 luglio 2008

Val di Susa, Ciusalet.

Ieri giornata con condizioni meteo perfette. Leggermente ventilato in quota, sole ed assenza di afa, cumuli nel pomeriggio. Ci siamo tolti lo sfizio di salire al Ciusalet, dal Forte di Santa Chiara, sopra Giaglione. Panorama incommensurabile dalla vetta. Vi anticipo un collage di foto sul gruppo d'Ambin, dalla Pierre Menue al Niblè-Ferrand. E, sullo sfondo, i colossi del Delfinato e le Aiguilles d'Arves. Ecco a voi qualche altra immagine 

postato da: gpcastellano alle ore 13:16 | Permalink | commenti (5)
categoria:viaggiare, alpinia
martedì, 08 luglio 2008

Ecco l'antropocene!

di Paul Crutzen

Non c'è da essere molto orgogliosi per avere inaugurato una nuova era geologica: l'Antropocene, appunto, ovvero l'era in cui l'uomo diventa una forza tale da cambiare il clima e la configurazione stessa della Terra.

Piogge acide, smog fotochimico, effetto serra, nuvole di polveri e biossidi di azoto, buco nell'ozono: tutto opera nostra. L'autore ci offre una panoramica degli effetti del nostro agire e trasformare. Mancano le soluzioni, o i rimedi: non è questo lo scopo del libro. La lettura è decisamente inquietante, quasi un dito puntato contro i nostri usi ed i nostri sprechi.

 

postato da: gpcastellano alle ore 17:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:leggere, elementi
sabato, 05 luglio 2008

Sulla traccia di Nives

Erri De Luca racconta Nives Meroi

Erri De Luca, scrittore, operaio, sessantottino, napoletano. Nives Meroi, alpinista, tarvisiana.  Dal loro incontro nasce un libro densissimo, intessuto su di un dialogo serrato in cui Erri, come in una battuta di caccia, insegue la tigre Nives in divagazioni, riflessioni e pensieri sulla montagna, l'alpinismo, il rapporto con la natura, la vita, la morte. Lo stile asciutto di De Luca si sovrappone alla concretezza della Meroi, le due voci si confondono e si intrecciano aprendo e chiudendo linee di pensiero e di ragionamento. Sullo sfondo, la montagna, per Nives motivo di esistere, per Erri testimonianza di grandezza e purezza.

Qui un piccolo post di INTRAISASS sul libro

 

postato da: gpcastellano alle ore 22:18 | Permalink | commenti
categoria:leggere, de luca, alpinia, meroi
mercoledì, 02 luglio 2008

Rieccoci, di ritorno da quattro intensi giorni trascorsi a Berlino e Potsdam. Ci portiamo dietro un "carrico" di ricordi e sensazioni che ci accompagnerà a lungo. Le impressioni sono state molteplici, sovrapposte e variegate. Una su tutte: la percezione di trovarsi in una città che non ha paura di guardare avanti, verso il futuro. Cantieri, rifacimenti, conservazione di particolari e di vedute. La Berlino di oggi non è quella di ieri, e neppure di 10, 20 o 50 anni fa. Ed ognuno trova il suo posto, e la sua collocazione. Tra i palazzi futuristici di Potsdammerplatz e del Museo Ebraico, gli spazi immensi dell'Unterderlinden, i negozietti di Nicolaisviertel e gli shop di Kurfursterdam: si può scegliere, e sentirsi parte di un mondo che procede ed avanza.

Allego alcune delle foto scattate da Elena.

A presto!!

Sony Center, in Potsdammerplatz

DSCN4835Museo ebraico

Museo Ebraico, in Kreuzberg

Torre della televisione e Marienkirche

Torre della Televisione e Marienkirche, in Alexanderplatz

Christopher street parade

Christopher street parade

Check Point Charlie, in Kreuzberg

Check Point Charlie

 

postato da: gpcastellano alle ore 08:21 | Permalink | commenti (4)
categoria:viaggiare, sentire