mercoledì, 18 novembre 2009
Baricco mi piace, ma non tutto. Ha scritto pagine bellissime e pagine a me incomprensibili. Non so ancora se leggerò Emmaus, ma mi ha colpito il post di Daria Bignardi proprio su questo libro. L'immagine dei giovani con la chitarra ed i brutti maglioni.  Mi hanno ricordato le tre ragazze che sabato suonavano durante la messa in suffragio di Stefania. Precise e determinate, nei loro 17 anni più o meno. Mi piace riconoscere questa ferocia: vuol dire essere ancora vivi, e non si può non esserlo, a quella età.

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categoria:leggere, invasioni barbariche
domenica, 15 novembre 2009
patri02Ecco finalmente la relazione del nostro piccolo viaggio di agosto in Savoia. L'idea era di pubblicare il tutto entro la fine dell'autunno, e ci siamo riusciti. Siamo ospitati da Turisti per caso, mentre l'immagine arriva da questo sito interessantissimo.
Buona lettura!  

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categoria:viaggiare, savoia, alpinia
venerdì, 13 novembre 2009
Books02-619x685Mi permetto di linkare di seguito la rassegna editoriale mensile che compare sul sito alpinia.net: una miniera di informazioni, spunti di riflessione, idee regalo e altre mille diavolerie per  conoscere e scoprire sempre nuovi aspetti dell'ambiente alpino. Compatibilmente con il tempo e la memoria, l'appuntamento sarà mensile. Buona consultazione e buona lettura!

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categoria:leggere, cercare, alpinia
giovedì, 12 novembre 2009
wolfEh no, non aspettatevi aggiornamenti sui lupi che percorrono la valle di susa: le notizie le trovate da altre parti. Qui vi parlerò de "La via dei lupi", romanzo di Carlo Grande ambientato nel medioevo e che ha a che fare con Bardonecchia, Briancon, Exilles ed altri luoghi delle vallate alpine. Non vi dico nulla della trama: fatti d'arme e d'amore, tradimenti, gelosie e fedeltà.  (altre notizie sulla trama qui). I lupi tirati in ballo nel titolo compaiono solo fugacemente  ad indicare una strada ed un destino.
Di Carlo Grande avevo letto "Terre alte: il libro della montagna", una raccolta di racconti sul tema della montagna, e mi era piaciuto moltissimo, come miniera di riflessioni e collegamenti. Questo romanzo mi ha lasciato un po' perplesso: la vicenda è abbastanza intrigante, ma si svolge secondo me in maniera un po' stanca, con un finale scialbo e stracco. A mio parere l'autore dà il meglio di sè nei racconti e nei testi brevi.
L'immagine arriva da un
sito sorprendente e, questo si, davvero intrigante.
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categoria:leggere, demoni, alpinia
mercoledì, 04 novembre 2009
SydneyHarbourBridgeSempre più spesso si parla di divisioni, spartizioni, distinzioni e separazioni. Puntualizzare e precisare sono passaggi necessari a comprendere, ma poi diventa indispensabile unire i lembi del ragionamento e andare oltre le divisioni. Sarà per questo che mi sono sempre piaciuti i ponti, che in un balzo oltrepassano incertezze e difficoltà. Girando in rete ho scoperto la storia del ponte ferroviario di Steffenbach, in Svizzera. In inverno veniva smontato e ripiegato per evitare che le slavine se lo portassero via: un buon compromesso tra la necessità di unire due lembi di territorio e la constatazione delle necessità "naturali" dei luoghi. In seguito è stata scavata una galleria (sempre ferroviaria) che evita il mauvais pas delle gole, ma la tratta montana è ancora visitabile come ferrovia-museo. L'immagine nel post arriva da Sidney.

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categoria:viaggiare, riflettere, alpinia
giovedì, 29 ottobre 2009
madonna_nera_di_groscavallo_torinoIl culto delle madonne nere - Le prime madri perdute
di Piercarlo Iorio - Priuli e Verlucca editore.

Il titolo e l'argomento sono accattivanti: esplorare la connessione tra il culto delle "madonne nere" dell'area alpina (estesa a Germania, Provenza, Sardegna e Catalogna) e le "madri antiche" del mondo precristiano. Artemide, Persefone, Diana, Cibele, Iside e ancora più indietro, fino alle Veneri preistoriche. L'autore parte dai ricordi di infanzia delle processioni a Notre Dame de Charmaix,  ci porta per le campagne del Torinese a conoscere un'altra apparizione miracolosa e infine ci lascia in Val Grande di Lanzo, a Forno Alpi Graie, alle prese con un'ultima apparizione ed ai suoi legami con il Rocciamelone (ed un'altra madonna, ancora...). 
Il libro offre innumerevoli spunti di approfondimento e discussione. Unico neo è che l'autore (lo dichiara all'inizio) imposta la scrittura come un susseguirsi di pensieri, collegamenti e riflessioni in ordine sparso, pertanto sembra di leggere  la sbobinatura pura e semplice di tante differenti interviste e meditazioni "davanti al caminetto". L'artificio è abusato: mettere per iscritto il discorso parlato, immaginando che così si possa rendere la freschezza e l'immediatezza del dialogo e della conversazione istruita. L'effetto, purtroppo, è esattamente l'opposto: una fase di rilettura e riorganizzazione non avrebbe tolto nulla alla serietà dei contenuti e avrebbe alleggerito la lettura complessiva.

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categoria:leggere, riflettere, alpinia
martedì, 27 ottobre 2009
Di solito arriva a metà ottobre. Scruto la posta, punto pacchetti, buste, plichi. E, puntuale, anche quest'anno si è presentato all'appello. Ora non resta che scegliere, con un occhio allo spazio in libreria e l'altro al saldo della carta di credtio. Ebbene sì, è lui, il catalogo di Priuli e Verlucca con il 20% di sconto!

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categoria:leggere, sentire
giovedì, 22 ottobre 2009
300px-J_accuseIl compare di blog Luca Visentini pubblica su intraisass un post di fuoco sulla mania di un qualche personaggio di segnalare in modo eccessivo  le vie di salita alpinistiche sulle Dolomiti Orientali. Leggete e capirete il perché dell'immagine di  questo post. Aggiungo che mi trova perfettamente d'accordo nella sua perorazione.

Volendo estendere il discorso ai sentieri, a mio avviso una giusta e sensata serie di segnali è sicuramente di aiuto e conforto nel tracciare "la retta via": l'eccesso, anche in questo caso, conduce ad una banalizzazione dei percorsi ed alla perdita del senso del territorio che, secondo me, è irrinunciabile quando ci si muove nella natura. Saper leggere un versante, un bosco, una montagna, capire dove si potrebbe passare e scoprire che l'esile traccia di un vecchio sentiero stava "proprio lì".  Ragionare sulla carta, sull'esperienza, sull'istinto. Tante volte mi sono sbagliato ed ho dovuto tornare sui miei passi. Quasi sempre per eccesso di velocità e superficialità nella lettura del terreno. Detto questo, npn voglio spronarvi a seguire l'esempio del carissimo
Franco Michieli,  camminatore/alpinista rigorosamente senza carta, bussola o GPS; semplicemente, mi piace ricordare che ho scoperto e camminato con maggior intensità quando il percorso era incerto e vago, piuttosto che quando il sentiero era delimitato ad ogni passo da paletti, cartelli e segnavia. Ben venga, e non penso di contraddirmi, l'opera di chi si dedica a rintracciare, catalogare e ripristinare antichi sentieri e percorsi: solo conoscendoli, e ripercorrendoli, potremo mantenere aperto il contatto con il nostro essere "naturali". 
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categoria:scrivere, sentire, alpinia
lunedì, 19 ottobre 2009
doc_Tour-in Coffee 1 di Carlotta MuratoreTurin-Tales: è una raccolta di racconti sui caffé storici di Torino, a cura di Gianluca Polastri e Cristina Tessore. Coinvolto quasi per caso in un genere diverso dalle mie solite "corde", molto modestamente partecipo con un racconto su un certo caffé di Piazza Castello.

Di questo libro già si parla nel blog di Andrea Aste, che riporta anche l'articolo apparso su Torino Magazine.

Il rituale delle presentazioni avrà inizio venerdì 25 ottobre prossimo, alla Galleria Caffé Chinese di Via Santa Chiara 8/b, dove Carlotta Muratore esporrà fino al 25 novembre le foto che appariranno nella raccolta.

Seguiranno poi altri appuntamenti:

21 novembre 2009 (sabato), presentazione del libro presso la Libreria Coop di piazza Castello, ore 11,00;
 

25 novembre 2009 (mercoledì), presentazione del libro presso la Libreria Legolibri, di via Maria Vittoria 31, ore 21,00;

 

29 novembre 2009 (domenica), presentazione presso la Libreria Luxemburg di via Accademia delle Scienze, ore 18,00;

 

3 dicembre 2009, inaugurazione mostra delle foto di Dario Gazziero inserite in Turin tales, presso lo Shortbus Art Cafè di via Gaudenzio Ferrari 5, ore 19,30 (aperitivo)

 15 dicembre 2009 (martedì), presentazione del libro presso l’associazione AVO (associazione volontari ospedalieri), in via Toselli 1, ore 18,00.


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categoria:scrivere
giovedì, 15 ottobre 2009
PramandSalbertrand, Pramand, Seguret: se avete voglia, fiato e gambe è una pedalata in mountain bike che fa scoprire un angolo di cielo a picco sulla Valle di Susa. Qualche settimana fa ho caricato la bici sul Doblò Cargo Maxi e, piazzati ed avviati i fidati campionatori, mi sono regalato una mattinata di fatica e sudore. Dico così perché io e la MTB abbiamo tempi di sopportazione abbastanza limitati: dopo due ore mi viene da prenderla a calci o scaraventarla in un dirupo.
In questo lasso di tempo, però, si fanno delle scoperte emozionanti, e quindi, dopo un po' di diffidenza reciproca, ricomincia il tira e molla.
Partito dal bivio di Eclause, a Moncellier (dopo neanche tre chilometri di strada asfaltata) ero già stremato: troppa fretta e troppo ardore. Ragionato con i bollenti spiriti, ho trovato la giusta combinazione di velocità e spinta e pian piano ho snocciolato i chilometri di strada sterrata che portano al forte Pramand. Si passa in mezzo a boschi foltissimi, sotto a guglie e dirupi calcarei che ricordano le Dolomiti,  per arrivare al colletto Pramand. Da lì al forte ancora dieci minuti di salita, ma la vista dalla calotta sommitale vale la gita. Di fronte lo Chaberton, in lontanza il Pic de Rochebrune ed i ghiacciai del Delfinato, d'infilata tutta la costiera dal Sestriere all'Assietta-Gran Serin. Aggiungiamo una giornata di settembre stupenda e potremo dimenticare la fatica fatta (lo so che di lì si prosegue fino allo Jafferau e Rochemolles, ma non è che posso stare in giro tutto il giorno - soprattutto in groppa ad una sella di bici!).
Se volete saperne di più sulle strade militari del Piemonte, troverete in questo sito una miniera di informazioni.

 
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categoria:viaggiare, alpinia